Cos'è il Cloud Computing? Per "cloud computing" s’intende l’utilizzo di applicazioni e software che sono fisicamente alloggiati su un server remoto.
Normalmente, quando vogliamo scrivere per es. un documento di testo, accendiamo il computer, lanciamo il nostro editor preferito e iniziamo a scrivere. Nel caso del Cloud Computing non lanciamo l’editor di testi ma utilizziamo un browser (Firefox, Explorer, Safari….) e ci collegheremo via internet ad un server, in qualche parte nel mondo, e attraverso un’interfaccia, che ha tutti gli strumenti che ci necessitano, iniziamo ad editare, salvare, modificare il documento; il tutto come se fosse sul nostro hard disk.
In questo caso ho fatto l’esempio di un file di testo, ma ciò risulta possibile anche con altre tipologie di file.
Grosse aziende del calibro di Google, Oracle, Microsoft hanno investito e continuano ad investire grosse somme di denaro per offrire questi servizi a persone ed aziende, anzi Google offre questa possibilità (Google Docs), in modalità gratuita per chi possiede un account di posta elettronica sui suoi server. Addirittura anche Adobe offre un “ondine editor”, del più famoso ed usato programma di fotoritocco al mondo, PHOTOSHOP, certamente in formato molto light.
Come al solito i pareri, di tale nuovo modo di vedere il web, sono discordanti. C’è chi crede che sia una tecnologia che non prenderà mai piede, altri invece credono che sia il futuro del web e del modo di usare i nostri computer.
Quali sono i contro del cloud computing: i dati non sono più disponibili fisicamente sul nostro computer; nel caso di non connessione ad internet, es. perché la compagnia di telecomunicazioni sta facendo lavori di manutenzione sulla rete, si rischia di rimanere bloccati per ore o giorni; per riservatezza e privacy ci dobbiamo affidare alla buona fede dell’azienda che custodisce i nostri dati.
Naturalmente possiamo dire che il cloud computing ha ottimi pro: i costi delle licenze software saranno molto più bassi; non ci saranno problemi di incompatibilità tra sistemi operativi; nessun problema di aggiornamento del software; i dati che risiedono sui server remoti sono raggiungibili e lavorabili con qualunque computer da ogni luogo del mondo; sarebbe più facile condividere il lavoro con altri colleghi che si trovano dislocati in altri uffici dell’azienda stessa.
Personalmente credo che negli anni che seguiranno (2/3) molte aziende aderiranno a questo tipo di servizi, principalmente per tagliare i costi per le licenze delle applicazioni che giornalmente utilizzano.
Certo è che se le compagnie di telecomunicazioni fossero più affidabili e anche, forse, più economiche questo processo sarebbe velocizzato notevolmente.





