Il disegno di legge presentato in Parlamento dal ministero
delle finanze Greco con le nuove misure fiscali. In particolare:
Tagli della tredicesima e quattordicesima per tutti i
lavoratori dipendenti del settore pubblico e ritocchi verso il basso degli stipendi . Questi tagli sono in percentuale differente in base all’
importo dello stipendio lordo.
Blocco dell’aumento degli stipendi per tre anni a tutti i dipendenti del settore pubblico.
Taglio delle
pensioni sia del settore privato che pubblico, sempre con percentuali che dipendono dall’importo della pensione.
Aumento delle aliquote di
imposta al 23%, al 11% e al 5,5%.
Aumento delle accise: bevande, sigarette, carburante.
Aumento dell’imposta sui beni di lusso del
10%.
Aumento del valore catastale degli immobili.
Stretto controllo sull’evasione fiscale, in particolar modo per i liberi
professionisti.
Riduzione dello stipendio dei parlamentari.
Cosa è
cambiato, nella realtà, con le nuove misure adottate dal Governo Greco per frenare la crisi?
Da dicembre 2009 a maggio 2010 il cittadino
greco si è visto decurtato il potere di acquisto in modo drastico; mi riferisco all’aliquota IVA che prima era al 19% adesso è salita al 23%, al
costo della benzina che è aumentata circa del 60% (oggi un litro di benzina in Grecia costa da 1,65 a 1,70 euro; un litro di gasolio da 1,50 a
1,55 euro), alle bevande e sigarette (un pacco di sigarette di fascia medio-alta costa 4,00 euro) che sono aumentate di circa il 30% e infine, ma
non in ordine di importanza, il taglio degli stipendi e delle pensioni.
La
falce sembra non sembra fermarsi qui, infatti si vocifera anche un ulteriore taglio sulle ore di lavoro straordinario dei dipendenti pubblici,
eventuali licenziamenti e probabilmente anche interventi sui salari del settore privato.
Articolo aggiornato al 19 Aprile 2011






