Il tasso d’inflazione in Grecia a quasi fine 2010 ha
raggiunto la considerevole quota del 5,5%.
La notizia
ufficiale è stata data dall’Istituto Nazionale di Statistica Greco (ELSTAT), tenendo in considerazione un paniere standard di beni e servizi che
vengono acquistati da una famiglia media greca, in gergo tecnico questo paniere è chiamato CPI (Consumer Price Index). I principali imputati
dell’innalzamento dei prezzi sono: l'aumento delle imposte dirette e indirette e delle accise che poco prima dell’estate 2010 hanno spalmato gli
aumenti in quasi l’intera gamma di beni e servizi, basti pensare che l’aliquota IVA del 19% è salita al 23% e che il costo dei carburanti è
aumentato, in media, del 40% circa. Secondo dati storici un tale tasso di inflazione non si registrava sin dal 1997.
Di seguito i settori più
colpiti con le relative percentuali.
Oltre il 19% nel settore delle bevande alcoliche e tabacchi.
8% in più sulle spese per le
abitazioni residenziali a causa dell’innalzamento dei prezzi, soprattutto il gasolio da riscaldamento, gli alloggi in affitto, la riparazione e la
manutenzione delle abitazioni, acqua, fognature, elettricità e servizi.
5,4% di aumento nel settore delle telecomunicazioni, in particolare
la telefonia mobile.
Oltre il 3% nel settore "Educazione". Un aumento dei prezzi delle tariffe per le scuole private, scuole di lingua, le
tasse scolastiche e istituti di formazione professionale.
Seguono con l’aumento del il 3,5% il settore turistico e divertimento: hotel,
ristoranti, bar.
Infine, aumenti del 4,4% del gruppo "Altri beni e servizi”.
Fonte dei dati statistici: ELSTAT






